*Sessione di D&D. Vediamo uno scarafaggio.*

Io: Hanno fatto l’Uomo Ragno, l’Uomo Pipistrello, ma non l’Uomo Scarafaggio. È ingiusto.

D: Beh, ci sono i Beatles.

Io: Ma mica sono dei supereroi.

D:  Per alcuni lo sono stati.

Il leone e la gazzella

  • Giacomo: Guarda cosa ho trovato sul parabrezza della macchina, leggi un po'!
  • Giovanni: "Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole, una gazzella si sveglia, sa che dovrà correre più del leone o verrà uccisa. Ogni mattina in Africa, quando sorge il sole, un leone si sveglia e sa che dovrà correre più della gazzella, o morirà di fame. Ogni mattina in Africa non importa che tu sia un leone o una gazzella, l'importante è che cominci a correre."
  • Giacomo: Bella 'sta roba!
  • Aldo: È bellissima, non bella. E se io la dicessi in pubblico?
  • Giovanni: È un'idea, ma te la ricordi? Non è facile...
  • Aldo: Ma che ci vuole!
  • Giovanni: Va be', dai!
  • Giacomo: Forte 'st'idea!
  • Aldo: Eee... ehm... In... ehm... Dov'è il posto?
  • Giacomo e Giovanni: In Africa!
  • Aldo (davanti al pubblico): Ogni mattina, in Africa, quando sorge il sole... ehm... una gazzella muore…
  • Giovanni: No! Si sveglia!
  • Aldo: Una gazzella si sveglia già morta... perché non stava tanto bene il giorno prima, e allora... io mi sveglio già morta... perché devo prendere... voglio dire... così, cioè... chissà che cosa m'hanno dato da mangiare ieri... Vabbè, comunque qui c'è la prima parentesi che finisce, che poi c'è la seconda che si lega alla prima.. mi sembra. Allora, in Africa ogni mattina, quando sorge il sole, un leone si sveglia; appena si sveglia comincia a correre, per evitare di fare la fine della gazzella del giorno prima, solo che quando comincia a correre vede la gazzella morta il giorno prima e dice: “Ma che cosa corro a fare stamattina, la gazzella è già qua… e visto che ci sono... ci tira due smozzicate per mangiare... Intanto da lontano s’avvicinano la iena e lo sciacallo, che arrivano là e dicono: “Ma scusa leone, ma stamattina non si corre?” “No, perché c’è la gazzella…” “Miii, ci siamo allenati tutta la settimana! Io mi sono comprato anche la tutina nuova...”.
  • Però la morale, la morale, c'è una morale: non è importante che tu sia un armadillo o un pavone, l’importante è che se muori… me lo dici prima...

Sa, Johann,” disse Hemingway “accusano continuamente anche me. Invece di leggere i miei libri, ora scrivono libri su di me. Sul fatto che non amavo le mie mogli. Che non mi sono dedicato abbastanza a mio figlio. Che ho preso a schiaffi un critico. Che mentivo. Che non ero sincero. Che ero orgoglioso. Che ero macho. Che ho dichiarato di aver ricevuto duecentotrenta ferita, mentre erano solo duecentodieci. Che mi masturbavo. Che facevo arrabbiare la mamma”.

Questa è l’immortalità" disse Goethe. "L’immortalità è un eterno processo”. 

Se è un eterno processo, allora ci vuole un giudice come si deve. E non un’ottusa maestruncola con la bacchetta in mano”.

Una bacchetta in mano a una maestra ottusa, ecco cos’è l’eterno processo. Che altro immaginava, Ernest?”.

Non immaginavo niente. Speravo, almeno dopo la morte, di poter vivere in pace

"Lei ha fatto di tutto per essere immortale"

Sciocchezze. Ho scritto libri. Tutto qui”.

Appunto!" rise Goethe.

Io non niente contro l’immortalità dei miei libri. Li ho scritti in modo che nessuno potesse togliere una sola parola. Perchè resistessero a tutte le intemperie. Ma io personalmente, come uomo, come Ernest Hemingway, io dell’immortalità me ne infischio!”.

La capisco benissimo, Ernest. Ma doveva essere più cauto quando era vivo. Ormai è tardi”.

Più cauto. Allude alle mie vanterie! Lo so, quando ero giovane mi piaceva terribilmente darmi delle arie. Mi esibivo in società. Gioivo degli aneddoti che si raccontavano su di me. Ma mi creda, non ero un tale mostro da pensare nel frattempo all’immortalità! Quando un giorno ho capito che di questa si trattava, sono stato preso dal panico. Da quel momento ho dichiarato mille volte che la gente doveva lasciare in pace la mia vita. Ma più lo dichiaravo e peggio era. Sono andato a vivere a Cuba, per sparire dalla loro vista. Quando ho ricevuto il premio Nobel, ho rifiutato di andare a Stoccolma. Le dico, me ne infischiavo dell’immortalità e le dirò pure un’altra cosa: quando un giorno mi sono reso contro che mi stringeva tra le braccia, ne ho avuto terrore ancor più della morte. Un uomo può togliersi al vita. Ma non togliersi l’immortalità. Non appena l’immortalità ti ha fatto salire a bordo, non puoi più scendere e se ti spari, resti sul ponte insieme al tuo suicidio, ed è un orrore. Johann, un orrore. Giacevo morto sul ponte e intorno a me vedevo le mie quattro moglie, accovacciate, tutte quante occupate a scrivere tutto ciò che sapevano su di me, e dietro di loro c’era mio figlio e anche lui scriveva, e quella vecchia strega di Gertrude Stein era là a scrivere e tutti i miei amici erano là e raccontavano a voce alta tutte le indiscrezioni e le calunnie che avevano sempre sentito sul mio conto, e dietro di loro si accalcavano un centinaio di giornalisti con i microfoni, e un esercito di professori universitari sparsi per l’intera America classificava tutto, lo analizzava, lo esponeva e elaborava in articoli e libri”.

Morire per la rinascita

cartastracciaingiallita:

Una di quelle rose che sbocciano a Novembre

ingannate da un raggio di sole

scappato alla primavera, per annunciare l’inverno.

E ti chiudi in te stessa, 

nuovamente.

Era troppo presto

per rinascere.

(Fonte: lentialcontatto, via trentatregiri)

Colpo di scena. Per una volta non è lo psicodrammadellessere a taggarmi in una catena ma sarahblackhole.

Devo rispondere a delle domande. Ok.

1.Quanto saresti vecchia/o se non sapessi che età hai?
Uhm… ammetto che a volte sembro un quarantenne, ma per bilanciare altre volte sembro un bambino che perde le sue giornate dietro a qualche gioco.

2.Se avessi l’opportunità di diffondere un messaggio, quale sarebbe quel messaggio?
Diverso è bello.

3.Che cosa faresti di diverso se sapessi che nessuno ti potesse giudicare?
Avete presente quando vedete una/o ragazza/o che vi piace per strada, che non conoscete!? Ecco, la fermerei e la bacerei per poi proseguire per la mia strada.

4.Ti stai aggrappando a qualcosa che vorresti lasciare andare? o dovresti?
Non penso.

5.Hai fatto qualcosa di recente che merita di essere ricordato?
Certo. sto affrontando la sessione estiva.

6. Quando entra in gioco il momento di smettere di calcolare i rischi e le conseguenze e fare semplicemente ciò che vuoi fare?
Razionalmente mai. Emotivamente sempre. Ognuno ha il proprio compromesso.

7.Fai abbastanza domande o aspetti che arrivino le risposte senza mai chiedere?
Domando solo se lo ritengo opportuno o per curiosità. Negli altri casi aspetto.

8. Celebri e sei felice delle cose che hai?
Adoro le cose che ho, anche se non perdo mai occasione di arricchire la mia collezione.

9. Quali sono le cose che fai che ti fanno perdere il senso del tempo?
Stare al pc.

10. Qual è per te, la differenza fra vivere ed esistere?
Viviamo quando ci sentiamo soddisfatti della nostra vita.

Ovviamente non taggo :D

L’astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell’universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri. 

Margherita Hack